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Toby Moore

Toby Moore alla guida del Monaco Yacht Show, sostenibilità e quiet luxury

Toby Moore, CEO di Informa Prestige e direttore generale del Monaco Yacht Show, prima di assumere questo incarico, Toby Moore ha lavorato per quasi 8 anni in Boat International Media (di cui è stato prima Chief Commercial Officer e poi CEO), motivo per cui conosce benissimo il Monaco Yacht Show “dall’esterno” e ne ha seguito le dinamiche ben prima di prenderne le redini operative.

@ Monaco Yacht Show – Ciel Azur MC

Quali sono i fattori chiave che spiegano il successo del Monaco Yacht Show?

Sono al mio primo anno alla guida del salone, ma sono anni che lo osservo da vicino e credo che questo sguardo esterno prolungato mi abbia insegnato qualcosa di utile: il primo fattore di successo del MYS è Monaco. Port Hercule permette di riunire una flotta di questa portata in acque profonde, al centro di un luogo in cui i proprietari e i futuri proprietari vivono, lavorano e transitano. Questa combinazione non esiste da nessun’altra parte e noi non ne siamo gli autori, ne siamo i custodi. La mia responsabilità, arrivando qui, non è quella di reinventare questo aspetto, ma di renderlo qualcosa di sempre più utile per il’settore.” continua Toby Moore, “Il secondo fattore è una scelta che il salone porta avanti da tempo e che io faccio mia: la qualità rispetto al volume. Il successo di un salone non si misura dal numero di visitatori, ma dalla qualità delle conversazioni che rende possibili. Cantiere navale che espone a Monaco non cerca traffico; cerca di incontrare le poche persone al mondo in grado di ordinare uno yacht di 60 metri. Tutto ciò che costruiamo — il programma VIP, le condizioni di accesso, l’organizzazione stessa delle banchine — serve a questo obiettivo. C’è poi il calendario. A fine settembre la stagione mediterranea volge al termine, gli yacht sono ancora lì, i proprietari pure, ed è il momento in cui si preparano le decisioni per l’anno successivo. Il salone arriva nel momento esatto in cui il mercato si proietta verso il futuro.”

Infine, ed è la cosa che mi ha colpito di più, in tutti questi anni in cui seguivo il salone dall’esterno: il MYS è diventato l’appuntamento in cui l’intero settore si ritrova al completo. Cantieri, broker, designer, accessoristi, media, tutto l’ecosistema è lì, nello stesso momento, nello stesso luogo. Questo crea una densità di incontri che nessun altro format riesce a riprodurre. Il mio compito non è prendermene il merito, ma rimanere all’altezza di ciò che questa comunità si aspetta dal salone, anno dopo anno.”

©Monaco Yacht Show – ImagIN Agency

Organizzare un evento del genere in soli quattro giorni deve rappresentare una sfida logistica notevole. Come ci riuscite?

È effettivamente una sfida colossale — parlo volentieri di una logistica “al millimetro”. Organizzare un evento di questa portata nel contesto ristretto di Port Hercule richiede una precisione assoluta. Lo spazio, innanzitutto: trasformare un perimetro ristretto in un villaggio temporaneo di 16.000 m² richiede una pianificazione rigorosa, studiata con mesi di anticipo. Il tempo, poi: bisogna coordinare l’arrivo di 450 camion e il posizionamento di 180 unità — tra yacht e tender — in meno di 25 giorni.”, continua Toby Moore

Dietro questi numeri c’è un team di 20 persone che lavora tutto l’anno. E ciò che mi colpisce è che la logistica è solo una parte della loro missione: la stessa squadra gestisce le relazioni con i nostri espositori e ospiti, oltre al marketing e alla comunicazione del salone. Questa polivalenza non è un caso — è proprio ciò che garantisce la coerenza tra quello che promettiamo e quello che offriamo sulle banchine.

E non c’è alcun margine di errore. L’occupazione del porto dura esattamente 40 giorni, durante i quali dobbiamo preservare la funzionalità della Principato per i suoi residenti, offrendo al contempo ai nostri ospiti un’esperienza all’altezza delle loro aspettative a Monaco.

Si nota un’evoluzione verso l’avventura e la sostenibilità nel settore. In che modo il Monaco Yacht Show riflette queste nuove tendenze?

Assolutamente. Il MYS riflette il passaggio dall’ostentazione a una filosofia dell’uso piuttosto che dell’apparenza — quello che definiamo purpose over presence. L’ascesa dell’esplorazione è straordinaria. I proprietari desiderano ormai andare da qualche parte piuttosto che essere visti da qualche parte. Ciò si traduce nella crescita degli yacht da spedizione e dei pocket explorer, unità compatte ma robuste destinate a crociere al di fuori delle rotte classiche, verso l’Artico o arcipelaghi isolati. Abbiamo creato l’Adventure Area, uno spazio dedicato che raggruppa tender su misura, attrezzature nautiche e veicoli che rispondono direttamente a questa sete di esperienze.

Osserviamo anche l’emergere di un nuovo profilo di acquirente. La clientela è più giovane — la media d’età è scesa intorno ai 50 anni — e questa generazione esige una totale trasparenza sull’impatto ambientale. La sostenibilità non è più un argomento di vendita, è un requisito d’accesso. È questo il senso del nostro programma Blue Wake: premiare risultati misurabili, non le semplici intenzioni. Non decretiamo la transizione ambientale — mettiamo in luce chi la fa avanzare concretamente.

toby moore
©Monaco Yacht Show – ImagIN Agency

A questo proposito, in che modo il Monaco Yacht Show guida l’industria verso una maggiore responsabilità ambientale?

“Il nostro ruolo è privilegiare il rigore rispetto alla retorica.» Abbiamo lanciato il programma Blue Wake™ in partnership con la Water Revolution Foundation. Questo programma valida scientificamente le soluzioni sostenibili, come la propulsione ibrida o i materiali biosorgenti. Nessuna soluzione viene presentata senza una prova tecnica indipendente, come i punteggi YETI o le analisi del ciclo di vita. Adottiamo una visione globale del ciclo di vita. Nel 2026, Blue Wake™ si estenderà al brokeraggio e alla gestione, poiché la sostenibilità di uno yacht dipende dai suoi 20-30 anni di operatività, e non solo dalla sua costruzione.”

“Il salone funziona anche come laboratorio di innovazione. Mettiamo in evidenza tecnologie come la propulsione a metanolo verde o all’idrogeno, posizionando così lo yachting come apripista per altri settori marittimi.

© Monaco Yacht Show – Ciel Azur MC

Per concludere, Toby Moore come vede il futuro dei superyacht e del Monaco Yacht Show da qui a tre anni?

Ciò che mi colpisce è che questo futuro non appartiene alla sfera della prospective: si sta già costruendo, oggi, sulle banchine di Port Hercule. Da qui a tre anni, il Monaco Yacht Show continuerà a evolversi verso un ecosistema di lusso integrato sotto l’egida di Informa Prestige, abbattendo le barriere tra i settori dello yachting, l’arte con Art Monte-Carlo e l’automobile con Top Marques. Vedo questo futuro delinearsi secondo tre assi — e ciascuno ha già le sue fondamenta:

In primo luogo, la tecnologia invisibile. L’intelligenza artificiale e la connettività diventeranno un’infrastruttura di base, ottimizzando la navigazione e la manutenzione senza distrarre l’armatore dalla sua esperienza. Gli yacht che incarnano questo approccio sono già esposti a Monaco; tra tre anni, questa sarà diventata semplicemente la norma.

In secondo luogo, il quiet luxury. Vedremo un’estetica più personale, minimalista e autentica, in cui lo yacht è un santuario privato e un progetto culturale piuttosto che un trofeo. Stiamo accompagnando questa evoluzione fin da ora: la Designer Gallery e l’Immersive Experience esistono precisamente perché i proprietari vogliono plasmare un progetto che assomigli a loro, non acquistare un simbolo. E la sostenibilità ne fa parte — ciò che i Blue Wake Awards premiano oggi come conquiste pionieristiche sarà, tra tre anni, un requisito di base del mercato.

In terzo luogo, un’esperienza umana amplificata. È forse il paradosso più interessante: più la tecnologia progredirà, più il valore degli incontri fisici e delle emozioni condivise a Monaco diventerà prezioso. Il salone diventerà un ambiente ancora più fluido e discreto, in cui ogni minuto sarà al servizio del processo decisionale e della scoperta.

In fondo, il nostro ruolo non cambierà: offrire ogni anno, in quattro giorni, il luogo in cui l’industria possa vedere il proprio futuro. La differenza, tra tre anni, è che ciò che mostriamo oggi come una tendenza sarà diventato una certezza.

© Monaco Yacht Show – Ciel Azur

Ringraziamo Toby Moore per aver concesso questa intervista a Superyachtoday. Le sue riflessioni sul futuro del Monaco Yacht Show, sulla spinta verso la sostenibilità con il programma Blue Wake™ e sull’evoluzione dell’esperienza degli armatori offrono una visione preziosa e stimolante per l’intera industria.

  • ©Monaco Yacht Show – ImagIN Agency
  • © Monaco Vacht Show – Ciel Azur