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Besnati inaugura un nuovo percorso nel mondo dei luxury tender, destinato ad ampliarsi nei prossimi anni con modelli di diverse dimensioni, con l’obiettivo di offrire imbarcazioni capaci di coniugare design italiano, prestazioni elevate e massima personalizzazione.

Besnati Hurlo 325

Davide Besnati, dopo aver presentato i primi prototipi a Dusseldorf, ha deciso di esporre al Cannes Yachting Festival il suo nuovo Hurlo 325, ultimo suo progetto equipaggiato con il nuovo motore Belassi Turbo da 330 cavalli che permette di raggiungere i 60 nodi.

Besnati, le dichiarazioni del fondatore

Hurlo 325 è il risultato di un percorso di evoluzione nato dai prototipi presentati al boot e affinato grazie ai feedback raccolti da armatori e dealer in Europa, Asia e Medio Oriente. Nei mesi successivi al boot abbiamo lavorato per trasformare quell’interesse in un prodotto ancora più maturo, intervenendo su ogni dettaglio tecnico fino ad arrivare alla configurazione che oggi riteniamo ideale. Da Düsseldorf a Cannes, Hurlo 325 è dunque il risultato di un percorso di sviluppo guidato dal mercato. Per quanto riguarda la propulsione, abbiamo individuato nel brand austriaco Belassi il partner ideale, specializzato in propulsori marini ad altissime prestazioni. Poi abbiamo rivisto ogni aspetto tecnico, a partire da un restyling delle carene, progettate per adattarsi alle esigenze degli yacht più diversi, per tipologia e cantiere. Sono stati inoltre introdotti un nuovo sedile di guida e un volante di ispirazione Formula 1, entrambi in carbonio, un innovativo sistema di ammortizzazione, un nuovo schermo da 12,5 pollici floating touch che integra tutta la domotica di bordo”, racconta Davide Besnati, responsabile e fondatore del brand.

Besnati Hurlo 325

Questo primo modello della gamma, rappresenta il capostipite di un progetto teso a creare un nuovo tipo di tender, compatto ma al tempo stesso funzionale capace di trasformare ogni uscita in mare in un’esperienza coinvolgente; tutto ciò attraverso una grande attenzione al design, alla qualità costruttiva ma soprattutto alla personalizzazione.

Questa gamma deriva dalla mia esperienza personale di armatore: negli anni ho avuto diverse barche, tutte dotate di tender e toys, e ho percepito la necessità di portare anche in questo segmento una maggiore attenzione al design, alla personalizzazione e al piacere di utilizzo. Abbiamo voluto creare un prodotto capace di unire l’eleganza progettuale degli yacht alle emozioni tipiche dei mezzi più sportivi”, spiega il fondatore del brand. 

Hurlo 325, in anteprima mondiale a Cannes 2026, è stato disegnato dall’ingegnere Valerio Rivellini, ispirato dal mondo dell’automotive, go-kart e moto d’acqua, per creare un tender maneggevole, ma al tempo stesso veloce, in grado di trasmettere puro piacere durante il suo utilizzo.

La nuova versione del motore Belassi Turbo da 330 cv equipaggia questo tender; elevati standard di comfort e sicurezza sono garantiti a fronte di un’accelerazione e grande velocità, reattività, controllo e facilità di conduzione. L’agilità e le performance sono garantite anche dalle dimensioni (lunghezza 3,25m – larghezza 1,78m), rendendolo il complemento naturale di uno yacht ma allo stesso tempo capace di offrire emozioni e divertimento anche come unità da diporto.

Altro elemento distintivo di questi luxury tender è l’estrema personalizzazione da parte dell’armatore, attraverso la vasta scelta di materiali, finiture e colori; un vero approccio sartoriale che permette di proporre al mercato un prodotto unico, nello stile dell’armatore.

Besnati sarà al Cannes Yachting Festival 2026 presso lo stand 008, Palais des Festivals

Quattromila miglia nautiche a 10 nodi: è l’autonomia di progetto dichiarata per il nuovo Sirena Superyachts 42M, il modello più grande mai costruito dal cantiere turco. Un valore che esprime la vocazione alle lunghe percorrenze della gamma Superyachts, definita da Sirena Marine come explorer inspired.

Il debutto mondiale è previsto al Monaco Yacht Show, in programma dal 23 al 26 settembre 2026, ma al momento del varo Sirena Marine aveva già venduto la prima unità attraverso il proprio team commerciale interno. Lo yacht entra ora nella fase conclusiva dell’allestimento in vista della presentazione a Monaco.

Annunciata nel 2022, la gamma Sirena Superyachts comprende anche i progetti 35M e 50M. Il 42M è il primo dei tre a essere varato e consente quindi di osservare concretamente l’impostazione scelta dal cantiere per il nuovo segmento.

Sirena Superyachts 42M: dimensioni e progetto

I dati pubblicati da Sirena Marine aiutano a definirne dimensioni e vocazione: il 42M presenta un baglio massimo di 8,8 metri e una stazza lorda di 433 GT: numeri che restituiscono la scala del progetto e anticipano l’ampiezza degli spazi di bordo.

L’architettura navale è stata affidata a Van Oossanen Naval Architects, con l’ingegnerizzazione di dettaglio di Eureka Yachts, mentre il design esterno è stato curato da Luca Vallebona e gli interni da Hot Lab, parte di The Viken Group. Lo scafo è realizzato in acciaio e la sovrastruttura in alluminio.

Credits: The Archived Visuals

Dal patio armatoriale al beach club

Tra gli elementi caratterizzanti del layout figura il patio privato prodiero, direttamente collegato alla suite armatoriale. A poppa, il beach club utilizza murate abbattibili per ampliare la superficie disponibile e il rapporto con il mare. La configurazione può essere ulteriormente personalizzata con elementi dedicati allo svago e al relax.

Il layout interno prevede cinque cabine per l’armatore e gli ospiti, con una capacità complessiva fino a 10+2 persone, mentre altre cinque cabine sono riservate a un equipaggio di massimo nove membri.

Varo del Sirena Superyachts 42M
Credits: The Archived Visuals

«Il 42M è molto più della nostra ammiraglia», ha dichiarato Çağın Genç, CEO di Sirena Marine. «Rappresenta l’inizio di una nuova era per Sirena Superyachts e dimostra la nostra capacità di progettare e costruire superyacht capaci di coniugare qualità e navigazione a lungo raggio. Non vediamo l’ora di poter svelare il Sirena Superyachts 42M agli occhi del mondo durante il Monaco Yacht Show».

Seaquip, la fiera B2B dedicata all’industria degli yacht e dell’equipaggiamento nautico che al suo debutto ha fatto registrare un’ottima affluenza e un forte riscontro da parte degli addetti ai lavori, rafforza il proprio posizionamento nel settore nautico con la nascita dell’Advisory Board, una nuova struttura strategica che riunisce professionisti provenienti dai principali cantieri della nautica, sia a vela sia a motore. Una dimostrazione concreta dell’impegno diretto degli operatori del settore, determinati a guidare in prima persona la crescita dell’evento.

Milano ,Seaquip – Advisory Board 2026

L’obiettivo è quello di affiancare il team Seaquip nella definizione delle linee strategiche e dei contenuti in vista della prossima edizione, in programma a marzo 2027, mettendo al centro l’evoluzione della componentistica e lo sviluppo di servizi sempre più efficaci per il settore. 

Advisory Board, confronto e obiettivi

Il primo incontro si è tenuto il 24 giugno presso la Triennale di Milano, moderato dal giornalista Fabio Petrone, che ha permesso un ottimo confronto sulle esigenze del settore e della componentistica. avvio a un confronto strutturato sulle principali esigenze della filiera e sulle traiettorie di sviluppo del comparto.

Milano ,Seaquip – Advisory Board 2026

L’Advisory Board è uno spazio di dialogo permanente, pensato per individuare i bisogni e le tendenze del mercato, favorendo lo scambio di competenze in modo da affiancare la piattaforma Seaquip tramite un supporto attivo. Il lavoro proseguirà attraverso momenti di confronto dedicati, sia nel corso del 2027 sia in un’ottica di lungo periodo. 

Le priorità emerse per il settore, tra cui digitalizzazione, innovazione, sostenibilità degli investimenti, sicurezza, alleggerimento delle imbarcazioni e sviluppo dello smart yachting. Un altro tema che è stato affrontato rigurda le normative con un confronto con altri settori industriali, da cui possono derivare competenze e modelli utili per l’evoluzione della nautica. 

Milano ,Seaquip – Advisory Board 2026

“Sono molto fiero della risposta dei professionisti del settore nautico, a conferma del crescente interesse che Seaquip sta suscitando”, ha commentato Pier Paolo Ponchia, Managing Director di Easyfairs Italia. “La partecipazione dei principali cantieri, sia a vela sia a motore, rappresenta un riconoscimento importante e testimonia la volontà di contribuire attivamente alla crescita della manifestazione e dell’intera filiera.” 

Prossimo appuntamento Seaquip 2027

SEAQUIP
Fiera Milano Rho
Italia dal 2 al 4 Marzo 2027

SEAQUIP è ideato e organizzato dalla filiale italiana del Gruppo Easyfairs, una delle prime 20 società al mondo di organizzazione fiere con un network che include oltre 110 eventi di rilievo in 12 Paesi, richiamando ogni anno più di un milione di visitatori. Easyfairs ottimizza il ritorno sull’investimento dei partecipanti tramite pacchetti all-inclusive, tecnologie avanzate e un approccio focalizzato sul cliente. www.easyfairs.com 

Press Agency: Sculati and partners

BRABUS ULTIMA 55, catamarano di lusso ad alte prestazioni da 55 piedi che unisce un’architettura navale all’avanguardia con l’inconfondibile DNA stilistico di BRABUS, esclusivo e seducente nato dalla collaborazione di due brand che rappresentano un punto di riferimento per design e audacia, Sunreef Yachts e Brabus.

sunreef e brabus

Design esterno firmato BRABUS in fibra di carbonio definisce il potente catamarano da 55 piedi (17 m) che combina due motori a sei cilindri da 533 kW / 725 CV con un avanzato sistema di hydrofoil, raggiungendo una velocità massima superiore a 40 nodi, sviluppato per ridurre drasticamente la resistenza idrodinamica, migliorare la stabilità e garantire una navigazione fluida.

BRABUS ULTIMA 55

BRABUS 55 ULTIMA, prestazioni e stabilità

Con BRABUS ULTIMA 55, Sunreef Yachts e BRABUS svelano il primo frutto della loro collaborazione nel settore dei catamarani di lusso.

Il BRABUS ULTIMA 55 è veloce, audace e davvero unico. Nel momento in cui si solleva sull’acqua, ne percepisci subito la differenza. La navigazione diventa più fluida, silenziosa e incredibilmente piacevole. È uno yacht che ti permette di lasciarti alle spalle la vita di tutti i giorni e di vivere appieno ogni momento in mare“, ha dichiarato Francis Lapp, Fondatore e CEO di Sunreef Yachts.

brabus ultima 55

Insieme a Sunreef Yachts stiamo espandendo il nostro portafoglio Marine in una categoria completamente nuova, con un prodotto dall’identità inconfondibilmente BRABUS“, ha spiegato Constantin Buschmann, CEO e proprietario di BRABUS. “Ci siamo chiesti come dovesse apparire e cosa dovesse far provare un moderno catamarano di lusso ad alte prestazioni. Il BRABUS ULTIMA 55 è la nostra risposta: un design con un’identità forte, prestazioni reali, qualità senza compromessi e quello che noi chiamiamo il One Second Wow.

Sunreef e Brabus

L’avanzato sistema di hydrofoil genera una spinta di sollevamento sotto la superficie, sollevando i due scafi rispetto all’acqua, la riduzione dela resistenza migliorando l’efficienza, la stabilità e il comfort di bordo. Inserti strutturali ed estetici in fibra di carbonio a vista, livree signature (Graphite Black o Phantom Grey), ali aerodinamiche, riflettori LED integrati a tetto e dettagli con loghi BRABUS illuminati sono alcuni degli elelìmenti che rappresentano questa imbarcazione rivoluzionaria capace di unire l’abitabilità e la stabilità tipiche di un multiscafo con l’agilità, il dinamismo e le velocità di uno yacht sportivo.

sunreef e brabus

Brabus Ultima55, anima da supercar

Un’anima sportiva ma concepita anche per essere versatile, murate abbattibili che aumentano la larghezza di poppa da 5,6 metri a 7,6 metri, creando una beach area davvero spaziosa, superfici resistenti, eleganti e antiscivolo per la massima sicurezza in ogni condizione, ampio prendisole centrale e finiture di grandisismo pregio sono alcuni degli elementi che caratterizzano questa fuoriserie del mare.

Due i layout interni, l’Owner che comprende una suite armatoriale, una cabina VIP e una cabina per l’equipaggio e il Family con tre cabine ospiti e una cabina equipaggio. Sedili e divani del salone sono rivestiti in pelle BRABUS Masterpiece tonalità Moonstone con l’iconica cucitura a nido d’ape Triangle. Il cielino è rifinito in Alcantara, mentre carbonio a vista e inserti in alluminio con logo illuminato impreziosiscono pavimenti e finiture, l’acustica è affidata a un sistema audio premium Bowers & Wilkins Marine Series.

Toby Moore, CEO di Informa Prestige e direttore generale del Monaco Yacht Show, prima di assumere questo incarico, Toby Moore ha lavorato per quasi 8 anni in Boat International Media (di cui è stato prima Chief Commercial Officer e poi CEO), motivo per cui conosce benissimo il Monaco Yacht Show “dall’esterno” e ne ha seguito le dinamiche ben prima di prenderne le redini operative.

@ Monaco Yacht Show – Ciel Azur MC

Quali sono i fattori chiave che spiegano il successo del Monaco Yacht Show?

Sono al mio primo anno alla guida del salone, ma sono anni che lo osservo da vicino e credo che questo sguardo esterno prolungato mi abbia insegnato qualcosa di utile: il primo fattore di successo del MYS è Monaco. Port Hercule permette di riunire una flotta di questa portata in acque profonde, al centro di un luogo in cui i proprietari e i futuri proprietari vivono, lavorano e transitano. Questa combinazione non esiste da nessun’altra parte e noi non ne siamo gli autori, ne siamo i custodi. La mia responsabilità, arrivando qui, non è quella di reinventare questo aspetto, ma di renderlo qualcosa di sempre più utile per il’settore.” continua Toby Moore, “Il secondo fattore è una scelta che il salone porta avanti da tempo e che io faccio mia: la qualità rispetto al volume. Il successo di un salone non si misura dal numero di visitatori, ma dalla qualità delle conversazioni che rende possibili. Cantiere navale che espone a Monaco non cerca traffico; cerca di incontrare le poche persone al mondo in grado di ordinare uno yacht di 60 metri. Tutto ciò che costruiamo — il programma VIP, le condizioni di accesso, l’organizzazione stessa delle banchine — serve a questo obiettivo. C’è poi il calendario. A fine settembre la stagione mediterranea volge al termine, gli yacht sono ancora lì, i proprietari pure, ed è il momento in cui si preparano le decisioni per l’anno successivo. Il salone arriva nel momento esatto in cui il mercato si proietta verso il futuro.”

Infine, ed è la cosa che mi ha colpito di più, in tutti questi anni in cui seguivo il salone dall’esterno: il MYS è diventato l’appuntamento in cui l’intero settore si ritrova al completo. Cantieri, broker, designer, accessoristi, media, tutto l’ecosistema è lì, nello stesso momento, nello stesso luogo. Questo crea una densità di incontri che nessun altro format riesce a riprodurre. Il mio compito non è prendermene il merito, ma rimanere all’altezza di ciò che questa comunità si aspetta dal salone, anno dopo anno.”

©Monaco Yacht Show – ImagIN Agency

Organizzare un evento del genere in soli quattro giorni deve rappresentare una sfida logistica notevole. Come ci riuscite?

È effettivamente una sfida colossale — parlo volentieri di una logistica “al millimetro”. Organizzare un evento di questa portata nel contesto ristretto di Port Hercule richiede una precisione assoluta. Lo spazio, innanzitutto: trasformare un perimetro ristretto in un villaggio temporaneo di 16.000 m² richiede una pianificazione rigorosa, studiata con mesi di anticipo. Il tempo, poi: bisogna coordinare l’arrivo di 450 camion e il posizionamento di 180 unità — tra yacht e tender — in meno di 25 giorni.”, continua Toby Moore

Dietro questi numeri c’è un team di 20 persone che lavora tutto l’anno. E ciò che mi colpisce è che la logistica è solo una parte della loro missione: la stessa squadra gestisce le relazioni con i nostri espositori e ospiti, oltre al marketing e alla comunicazione del salone. Questa polivalenza non è un caso — è proprio ciò che garantisce la coerenza tra quello che promettiamo e quello che offriamo sulle banchine.

E non c’è alcun margine di errore. L’occupazione del porto dura esattamente 40 giorni, durante i quali dobbiamo preservare la funzionalità della Principato per i suoi residenti, offrendo al contempo ai nostri ospiti un’esperienza all’altezza delle loro aspettative a Monaco.

Si nota un’evoluzione verso l’avventura e la sostenibilità nel settore. In che modo il Monaco Yacht Show riflette queste nuove tendenze?

Assolutamente. Il MYS riflette il passaggio dall’ostentazione a una filosofia dell’uso piuttosto che dell’apparenza — quello che definiamo purpose over presence. L’ascesa dell’esplorazione è straordinaria. I proprietari desiderano ormai andare da qualche parte piuttosto che essere visti da qualche parte. Ciò si traduce nella crescita degli yacht da spedizione e dei pocket explorer, unità compatte ma robuste destinate a crociere al di fuori delle rotte classiche, verso l’Artico o arcipelaghi isolati. Abbiamo creato l’Adventure Area, uno spazio dedicato che raggruppa tender su misura, attrezzature nautiche e veicoli che rispondono direttamente a questa sete di esperienze.

Osserviamo anche l’emergere di un nuovo profilo di acquirente. La clientela è più giovane — la media d’età è scesa intorno ai 50 anni — e questa generazione esige una totale trasparenza sull’impatto ambientale. La sostenibilità non è più un argomento di vendita, è un requisito d’accesso. È questo il senso del nostro programma Blue Wake: premiare risultati misurabili, non le semplici intenzioni. Non decretiamo la transizione ambientale — mettiamo in luce chi la fa avanzare concretamente.

toby moore
©Monaco Yacht Show – ImagIN Agency

A questo proposito, in che modo il Monaco Yacht Show guida l’industria verso una maggiore responsabilità ambientale?

“Il nostro ruolo è privilegiare il rigore rispetto alla retorica.» Abbiamo lanciato il programma Blue Wake™ in partnership con la Water Revolution Foundation. Questo programma valida scientificamente le soluzioni sostenibili, come la propulsione ibrida o i materiali biosorgenti. Nessuna soluzione viene presentata senza una prova tecnica indipendente, come i punteggi YETI o le analisi del ciclo di vita. Adottiamo una visione globale del ciclo di vita. Nel 2026, Blue Wake™ si estenderà al brokeraggio e alla gestione, poiché la sostenibilità di uno yacht dipende dai suoi 20-30 anni di operatività, e non solo dalla sua costruzione.”

“Il salone funziona anche come laboratorio di innovazione. Mettiamo in evidenza tecnologie come la propulsione a metanolo verde o all’idrogeno, posizionando così lo yachting come apripista per altri settori marittimi.

© Monaco Yacht Show – Ciel Azur MC

Per concludere, Toby Moore come vede il futuro dei superyacht e del Monaco Yacht Show da qui a tre anni?

Ciò che mi colpisce è che questo futuro non appartiene alla sfera della prospective: si sta già costruendo, oggi, sulle banchine di Port Hercule. Da qui a tre anni, il Monaco Yacht Show continuerà a evolversi verso un ecosistema di lusso integrato sotto l’egida di Informa Prestige, abbattendo le barriere tra i settori dello yachting, l’arte con Art Monte-Carlo e l’automobile con Top Marques. Vedo questo futuro delinearsi secondo tre assi — e ciascuno ha già le sue fondamenta:

In primo luogo, la tecnologia invisibile. L’intelligenza artificiale e la connettività diventeranno un’infrastruttura di base, ottimizzando la navigazione e la manutenzione senza distrarre l’armatore dalla sua esperienza. Gli yacht che incarnano questo approccio sono già esposti a Monaco; tra tre anni, questa sarà diventata semplicemente la norma.

In secondo luogo, il quiet luxury. Vedremo un’estetica più personale, minimalista e autentica, in cui lo yacht è un santuario privato e un progetto culturale piuttosto che un trofeo. Stiamo accompagnando questa evoluzione fin da ora: la Designer Gallery e l’Immersive Experience esistono precisamente perché i proprietari vogliono plasmare un progetto che assomigli a loro, non acquistare un simbolo. E la sostenibilità ne fa parte — ciò che i Blue Wake Awards premiano oggi come conquiste pionieristiche sarà, tra tre anni, un requisito di base del mercato.

In terzo luogo, un’esperienza umana amplificata. È forse il paradosso più interessante: più la tecnologia progredirà, più il valore degli incontri fisici e delle emozioni condivise a Monaco diventerà prezioso. Il salone diventerà un ambiente ancora più fluido e discreto, in cui ogni minuto sarà al servizio del processo decisionale e della scoperta.

In fondo, il nostro ruolo non cambierà: offrire ogni anno, in quattro giorni, il luogo in cui l’industria possa vedere il proprio futuro. La differenza, tra tre anni, è che ciò che mostriamo oggi come una tendenza sarà diventato una certezza.

© Monaco Yacht Show – Ciel Azur

Ringraziamo Toby Moore per aver concesso questa intervista a Superyachtoday. Le sue riflessioni sul futuro del Monaco Yacht Show, sulla spinta verso la sostenibilità con il programma Blue Wake™ e sull’evoluzione dell’esperienza degli armatori offrono una visione preziosa e stimolante per l’intera industria.

RMK Yachts ha annunciato la nomina di Sotiris Konstantakis di Fraser Yachts e Robert Lander di Moravia Yachting come agenti centrali congiunti per la serie LIVIA. Entrambi i broker hanno accolto con entusiasmo il progetto fin dall’inizio e oggi lavorano per lo sviluppo commerciale internazionale delle future unità gemelle della serie LIVIA.

RMK Yachts

Lavorando al fianco di RMK Yachts e Red Yacht Design, Fraser e Moravia presenteranno la serie LIVIA agli armatori alla ricerca di un motor yacht semi-custom contemporaneo che unisca un design distintivo, un’ingegneria collaudata e un eccezionale valore a lungo termine.

RMK Yachts

Cuneyt Okcu, Direttore di RMK Yachts, ha dichiarato: “Fin dalle nostre prime conversazioni, Fraser e Moravia hanno immediatamente compreso la filosofia alla base di LIVIA. Hanno riconosciuto che non si tratta semplicemente di un altro motor yacht di 50 metri, ma di parte di una visione a lungo termine volta a creare famiglie di prodotti in grado di offrire stili di vita ed esperienze genuinamente differenti. La loro conoscenza di questo mercato, unita all’apprezzamento per il design ricercato, la cantieristica di qualità e il valore a lungo termine per l’armatore, li rende i partner ideali per la fase successiva del progetto.”

“In RMK Yachts non stiamo costruendo progetti isolati”, aggiunge Okcu. “Stiamo creando un portafoglio attentamente curato in cui ogni piattaforma ha la propria identità, beneficiando al contempo della sicurezza ingegneristica, della capacità produttiva e della maestria artigianale di uno dei cantieri navali più affermati della Turchia. Crediamo che questo approccio ridefinirà le aspettative all’interno del segmento semi-custom.”

Il mondo della crociera fluviale entra in una nuova dimensione con Trascend Connect, l’ambizioso progetto sviluppato da Tillberg Division od Sweden (TdoS), lo studio svedese parte del gruppo Viken Group specializzato nella progettazione di superyacht e navi da crociera.

Transcend Connect: un boutique hotel galleggiante

Transcend Connect è un innovativo cruiser fluviale di 135 metri pensato per la compagnia Transcend Cruises con un chiaro obiettivo: portare l’esperienza della crociere fluviali ad un livello superiore, combinando flessibilità, personalizzazione e ospitalità di altissimo livello.

Progettato principalmente per charter privati ed eventi aziendali, Trascend Connect porta in dote uno dei rapporti equipaggio/passeggeri più elevati della categoria: ben 120 ospiti assistiti da 54 membri d’equipaggio.

  • cabina superyacht fluviale

La zona notte conta 60 cabine distribuite su due ponti dedicati. Grazie a una configurazione estremamente versatile, le cabine possono essere unite a coppie per trasformarsi in 30 lussuose suite a due ambienti, adattando così l’offerta alle esigenze di ogni armatore o organizzatore.

Tutti gli ambienti esprimono un linguaggio stilistico che, ben lontano dall’estetica tradizionale delle navi fluviali, privilegia l’uso di materiali naturali come legni pregiati, pietre materiche, tessuti morbidi e metalli dalle tonalità calde.

“Il nostro obiettivo non era dare la sensazione di trovarsi su una nave – spiega Anna Silvesjö, CEO di Viken Group – Volevamo che gli ospiti percepissero gli spazi come quelli di un moderno boutique hotel o di uno yacht privato che, semplicemente, naviga lungo i fiumi europei”.

Le grandi superfici vetrate contribuiscono ad amplificare la spaziosità degli interni insieme alla connesione con il paesaggio fluviale, trasformando il panorama in parte integrante dell’esperienza di bordo.

  • transcend connect reception

Tra flessibilità e sostenibilità

Transcend Connect è stato concepito come un superyacht dinamico, in cui ogni ambiente può trasformarsi a seconda delle esigenze dei suoi passeggeri. Cosi, per esempio, i ristoranti possono trasformarsi in sale conferenze, i lounge diventano spazi per meeting, le sale da pranzo private ospitano riunione e le cabine si trasformano in vere e proprie suite di lusso. Al centro della nave si trova il Forum, un vero e proprio anfiteatro su due livelli che può ospitare presentazioni, spettacoli, briefing ed eventi privati.

Sul ponte superiore non mancano gli spazi dedicati al leisure: lounge panoramica, grill, cinema all’aperto, percorso per passeggiate, area yoga, spa, sauna con vista sul fiume, palestra, biblioteca, wine vault, chef’s table, bar e numerose lounge private.

Sul fronte della propulsione, Transcend Connect sarà equipaggiato con motori EU Stage V a basse emissioni, un sistema elettrico di propulsione ausiliaria per le manovre in porto senza emissioni e batterie dedicate al peak shaving per ottimizzare i consumi energetici.

A bordo saranno inoltre adottate tecnologie per la riduzione degli sprechi alimentari, prodotti sostenibili e approvvigionamenti locali.

Zeelander 5, uno yacht pericolosamente seducente ed estremamente potente, dove la sua vernice metallizzata ispirata a Bentley risplende in tutto il suo splendore. Abbinata alla perfezione all’auto e all’aereo dell’armatore, la finitura Light Gazelle spazia tra le tonalità del grigio e del bronzo, connotando lo yacht di una personalità unica.

Photo credit Rick Heikoop

Ogni Zeelander è realizzato su misura con meticolosa dedizione ai dettagli e alla perfezione dei materiali, quest’ultima consegna esemplifica perfettamente questi valori che da sempre contraddistinguono il cantiere. Con uno stile interno ed esterno frutto di una stretta collaborazione tra il team di design interno di Zeelander e lo studio scelto dall’armatore.

Photo credit Ahmet Turan

«Sebbene il nostro Zeelander 5 sia una piattaforma ampiamente testata in tutto il mondo, non esistono due yacht uguali», ha dichiarato Sietse Koopmans, Fondatore e Presidente di Zeelander. «Questo ultimo progetto ha richiesto un’attenta ricerca di abbinamento tra colori e materiali con i brand di lusso e le supercar preferite dell’armatore, così da creare interni potenti ma al contempo coerenti».

Zeelander
Photo credit Ahmet Turan

Zeelander 5, gli interni

L’armatore è fortemente motivato a pilotare l’imbarcazione, senza la distrazione dell’equipaggio. La sistemazione degli ambienti si concentra quindi sulla grande cabina armatoriale, posizionata a centro barca, dove sfrutta l’intera larghezza (beam) di 4,2 metri e la posizione più tranquilla a bordo. Un’ulteriore cabina ospiti doppia a prua offre cuccette estremamente comode senza disturbare la privacy dell’armatore.

  • Ahmet Turan

ll legame con Hermès è evidente in tutto lo yacht, dove il famoso arancione del brand diventa un tema dominante che contrasta con la palette più misurata di pavimenti, arredi e tappezzerie, tuttavia, l’elemento di maggior impatto è il vivace piano in Corian che si snoda lungo il lato di dritta del salone principale.

Una guida straordinariamente dinamica e al tempo stesso silenziosissima. La potente propulsione Volvo IPS consente di raggiungere una velocità massima di 40 nodi, garantendo la manovrabilità intuitiva del controllo tramite joystick. Gli standard di isolamento acustico, che rappresentano un punto di riferimento per l’intero settore, permettono di conversare a bordo con un tono di voce del tutto naturale persino alla massima velocità.

zeelander
Photo credit Ahmet Turan

«Apprezziamo profondamente quell’interazione davvero unica che nasce dal lavorare con armatori visionari, leader nei rispettivi settori», ha affermato Koopmans. «In questo caso l’armatore possiede già uno yacht molto più grande e vanta una grandissima esperienza per quanto riguarda i dettagli della vita a bordo. Siamo stati in contatto per oltre tre anni per perfezionare questo progetto. È proprio questo a rendere ogni yacht che costruiamo sia una collaborazione unica, sia un possesso altamente ricercato».

Credit Photo Ahmet Turan

Baglietto conferma la propria partecipazione al Monaco Yacht Show 2026, in programma dal 23 al 26 settembre, annunciando due anteprime mondiali: il primo esemplare della nuova linea FAST50 e il primo esemplare della linea T60. Se da un lato vi è il ritorno alla tradizione delle alte prestazioni che ha reso celebre il marchio nella sua storia, dall’altro una nuova idea di vivibilità a bordo, fatta di grandi volumi, luce naturale e continuità tra interni ed esterni.

Baglietto FAST50: il ritorno alle origini sportive

Con una lunghezza di 49,9 metri e 4 motori, il FAST50 segna il ritorno di Baglietto alle proprie radici di costruttore di yacht veloci in alluminio, con un’impronta contemporanea. Velocità massima di circa 30 nodi, il nuovo modello coniuga alte performance con volumi importanti tipici delle imbarcazioni dislocanti. Le linee esterne, firmate da Francesco Paszkowski Design, richiamano alcuni modelli iconici che hanno segnato la storia di Baglietto, gli interni portano sempre la firma di FPD in collaborazione con Margherita Casprini, mentre l’architettura navale è sviluppata da Pierluigi Ausonio Naval Architecture. FAST50 è uno yacht in alluminio sotto le 500 GT, che inaugura una nuova generazione di imbarcazioni sportive capaci di combinare performance elevate, aggressività stilistica e volumi tipici di uno yacht dislocante.

baglietto

Come sulla linea T, anche il FAST50 unisce indoor e outdoor grazie a finestrature a tutta altezza apribili su tre lati sia sul main deck sia sull’upper deck, oltre alle falchette “tagliate” che amplificano la visibilità sul mare. Quattro le cabine ospiti sul lower deck – due VIP e due twin, tutte con bagno en suite, l’area equipaggio comprende una spaziosa crew mess, la cabina del comandante e quattro cabine crew con pullman bed. Particolarmente ampia la galley, a centro barca sul main deck, concepita come vero ambiente conviviale, in linea con il desiderio dell’armatore di vivere personalmente questo spazio insieme a famiglia e amici.

baglietto

BagliettoT60: una nuova dimensione

Il T60 è concepito intorno al benessere degli ospiti, ampi volumi, grandi superfici vetrate e una costante relazione visiva con il mare, ambienti luminosi, eleganti e fluidi, pensati per offrire un’esperienza di bordo improntata al comfort, alla convivialità e alla massima qualità della vita a bordo. Esterni ed interni portano la firma di Francesco Paszkowski Design, questi ultimi in collaborazione con Margherita Casprini con architettura navale di Ausonio.

“Poter presentare al Monaco Yacht Show due nuovi modelli in anteprima mondiale è motivo di grande soddisfazione per noi, e testimonia il dinamismo progettuale e industriale raggiunto dal nostro Cantiere – afferma Fabio Ermetto CCO di Baglietto – Il Fast50 ed il T60 incarnano due anime profondamente diverse ma fortemente complementari di Baglietto. Alte prestazioni e grande vivibilità a contatto con il mare caratterizzano i due nuovi modelli che ampliano ulteriormente una gamma capace di rispondere a stili di navigazione ed esigenze differenti, senza rinunciare a quell’identità, e a quella capacità di personalizzazione che rappresentano il nostro tratto distintivo. Siamo certi che saranno tra i protagonisti dell’edizione 2026 del salone”

Videoworks ha curato un importante intervento di refit dedicato ai sistemi audiovisivi e alla connettività a bordo del motoryacht Eleni, 60metri ( CRN), presso i cantieri AMICO & CO di Genova.

M/Y Eleni (60m CRN)

L’imbarcazione è impegnata in attività di charter e Videoworks ha effettuato un significativo aggiornamento tecnologico finalizzato a migliorare l’esperienza degli ospiti e la qualità dell’intrattenimento di bordo, portando tutti i sistemi agli standard più evoluti, un’innovativa trasformazione pensata su misura per il settore.

videoworks

Tutte le aree esterne dedicate agli ospiti, dalla beach area al ponte principale, fino alla zona jacuzzi e al bar, sono state rinnovate dal punto di vista audio. Diffusori e amplificazione sono stati sostituiti con sistemi di ultima generazione, in grado di garantire una qualità sonora superiore e una copertura uniforme in tutti gli spazi open air.

videoworks

Videoworks – Riccardo Marzioli System Engineer

Il nuovo sistema di distribuzione audio multi-zona consente agli ospiti di ascoltare musica in modo indipendente nelle diverse aree oppure di sincronizzare la riproduzione in tutto lo yacht grazie alla modalità Party Mode. Inoltre, attraverso la tecnologia Sonos e AirPlay, è possibile trasmettere facilmente contenuti musicali direttamente dai propri dispositivi personali, offrendo un’esperienza
d’uso semplice, intuitiva e perfettamente adatta sia alla navigazione privata sia all’impiego charter
“,racconta Riccardo Marzioli, System Engineer di Videoworks e responsabile del progetto.

videoworks

Videoworks ha effettuato una dettagliata analisi della copertura Wi-Fi a bordo, individuando le aree in cui il segnale risultava meno performante. Sulla base delle rilevazioni effettuate, sono stati installati nuovi access point, eliminando le aree d’ombra e garantendo una connessione stabile e ad alte prestazioni in tutto gli spazi dello yacht. Per aumentare ulteriormente comfort e privacy, sono state inoltre realizzate reti dedicate alle singole cabine, consentendo a ciascun ospite di usufruire di servizi di streaming personalizzati e di un’esperienza digitale indipendente.

Jacopo Parisi – Project Manager Amico & Co

La collaborazione tra Amico & Co e Videoworks è il risultato di molti anni di lavoro condiviso su progetti di refit particolarmente complessi. A bordo di M/Y Eleni siamo riusciti a rispettare tempistiche molto sfidanti integrando perfettamente le nuove tecnologie e curando ogni dettaglio dell’intervento. Il risultato è un refit realizzato secondo i più elevati standard qualitativi e, soprattutto, un armatore pienamente soddisfatto“, dichiara Jacopo Parisi, Project Manager di Amico & Co.

Press office:: Sandpeoplecommunication

SIMENA a vele spiegate al largo di Saint-Tropez, con una velocità tra gli 8,5 e i 9,5 nodi in presenza di un vento da 13 a 16 nodi. ARES Yachts ha rilasciato le prime fotografie ufficiali a vela della sua ammiraglia ketch di 62 metri, SIMENA, scattate al largo di Saint-Tropez nel corso della sua prima stagione mediterranea.

 Credit Jeff Brown Breed Media

Simena, eco-sostenibilità e autonomia

Il ketch di 62 metri ha già registrato circa 3.250 miglia nautiche nel Mediterraneo durante la sua prima stagione e prosegue la sua navigazione con una possibile tappa a Portofino e nel nord della Sardegna, durante la Maxi Yacht Rolex Cup, in programma dal 06 al 12 settembre, prima di arrivare al Monaco Yacht Show dove si preannuncia come uno dei velieri più grandi dell’evento.

simena
Credit Jeff Brown Breed Media

SIMENA ha trascorso la sua prima stagione navigando nel Mediterraneo, facendo scalo a Monaco, Genova, Palma di Maiorca, Saint-Tropez e Imperia, completando un trasferimento no-stop di 1.200 miglia da Fethiye a Monaco, una traversata d’altura di circa 400 miglia tra lo Stretto di Messina e Capo Corso, e un tratto in mare aperto di circa 380 miglia tra Citera (Kythira) e lo Stretto di Messina. Il veliero consente una navigazione elettrica silenziosa (alimentata da generatori) a circa 8 nodi, con un’autonomia stimata di circa 6.000 miglia nautiche. Con il motore diesel MAN, lo yacht raggiunge una velocità massima di 14 nodi e un’autonomia operativa di 4.000 miglia a 11 nodi.

Photos of Superyacht Simena

Simena un veliero da sogno

Il design esterno curati dallo studio Taka Yacht Design di Istanbul e gli interni firmati da Design Unlimited, SIMENA rientra tra i 25 velieri superyacht più lunghi al mondo e ha già ottenuto la SEA Index a 4 stelle (“superior”), sviluppata dallo Yacht Club di Monaco e da UBS Group con verifica dei Lloyd’s Register e ben due nomination a La Belle Classe Superyachts Explore Awards.

SIMENA unisce un’anima classica con ponti in teak e mogano lucidato a un desing contemporaneo con materiali d’arredo raffinati, tra cui marmi nei bagni degli ospiti. Sottocoperta un’ampia suite per l’armatore a prua e cinque cabine per gli ospiti, il pozzetto offre una zona pranzo in grado di ospitare fino a 14 persone. Con l’architettura navale e il design esterno curati dallo studio Taka Yacht Design di Istanbul e gli interni firmati da Design Unlimited, SIMENA rientra tra i 25 velieri superyacht più lunghi al mondo.

simena
Credit Jeff Brown Breed Media

Grand Soleil Yachts presenta Bianca II, prima unità del GrandSoleil Plus 80 Long Cruise che va ad affiancarsi alla linea PLUS, dopo un’anteprima esclusiva, riservata agli armatori durante la Grand Soleil Cup 2026, il primo GS Plus 80 LC sarà esposto in occasione del Cannes Yachting Festival (8-13 Settembre 2026), primo appuntamento di un percorso che segna l’inizio della sua presenza sulla scena internazionale.

GRAND SOLEIL PLUS 80 LONG CRUISE
Credits Gianluca Napthalina Camporesi

Con una lunghezza fuori tutto di 26,20 metri, per un baglio massimo di 6,60m, il GrandSoleil Plus 80 LC è una barca studiata per quegli armatori che amano lelunghe navigazioni in totale comfort e sicurezza, ma che non vogliono rinunciare alleprestazioni, parte integrante del DNA del brand.

Ilconcept è sempre di Cantiere del Pardo, l’architettura navale è progettata da Matteo Polli, gli esterni, gli interni e il layout sono di Nauta. “Nella piena tradizione Grand Soleil, anche nel GS Plus 80 LC abbiamo realizzato tuttointernamente, dalla laminazione fino alla messa in acqua della barca”, spiega Franco Corazza, project manager della linea PLUS. “Questa scelta consente un controllo più accurato della qualità e favorisce una maggiore integrazione tra costruzione eimpiantistica, permettendo di soddisfare pienamente le esigenze dei nostri armatori ”.

Credits Gianluca Napthalina Camporesi

L’approccio “in opera” alla costruzione è l’elemento distintivo, ogni struttura viene realizzata e adattata infunzione del layout. A bordo di Bianca II le paratie sono state progettate integrando tubazioni in carbonio per il passaggio dei cavi elettrici, una soluzione che ha permesso di mantenere finiture sottili e pulite migliorando al tempo stesso accessibilità e organizzazione degli impianti. La costruzione prevede sandwich composito con resina vinilestere a baseepossidica, abbinato alla tecnica di laminazione in infusione sottovuoto, con ampioutilizzo di carbonio nelle aree di maggiore sollecitazione.

GRAND SOLEIL PLUS 80 LONG CRUISE
Credits Gianluca Napthalina Camporesi

Una delle tante novità di questo Grand Soleil Plus 80 Long Cruise è la possibilità di optare per la doppia pala del timone, che su questa prima unità è “accoppiata” alla chiglia telescopica (il pescaggio varia da 2,90 m a 4,40 m), questa è indubbiamente una soluzione ideale per yacht di grandi dimensioni, soprattutto quando si affrontano condizioni meteo impegnative. Con una doppia pala, la barca mantiene un controllo superiore anche quando sbandata in quanto la pala di riferimento è totalmente immersa e non risente dell’angolo di sbandamento, garantendo una manovrabilità precisa e una risposta immediata al timone. Inoltre, la doppia pala permette un pescaggio ridotto rispetto a una pala singola, facilitando l’accesso a porti e rade meno profonde, senza compromettere le performance.

Credits Gianluca Napthalina Camporesi

Disegnare le linee d’acqua di uno scafo di 80 piedi è una sfida che diventa ancora più complessa quando si considerano le molteplici configurazioni di impianti che un armatore può scegliere”, spiega Matteo Polli. “Nel progetto del Grand Soleil Plus 80 Long Cruise abbiamo lavorato per mantenere il baricentro il più basso possibile, ottimizzando la posizione di tutti gli impianti principali. La carena è stata studiata per offrire stabilità sia a pieno carico, con serbatoi e impianti al massimo della capacità, sia con configurazioni più leggere”.

GS Plus 80 Long Cruise, armo e vele

L’albero e il boma in carbonio garantiscono leggerezza e rigidità strutturale per massimizzare le performance. Il V-boom facilita la gestione della randa, rendendo le manovre veloci, semplici e sicure, anche in equipaggio ridotto. Il rigging in tondino è stato scelto per offrire una combinazione ideale di resistenza e durata. Il bompresso fisso permette di armare due gennaker diversi, uno tradizionale in nylon per venti leggeri e un secondo su cavo antitorsione rollabile, con la mura fissata all’attacco del musone dell’ancora. Essendo un’imbracaizone che nasce per fare miglia e navigare tanto è prevista la possibilità di montare una trinchetta, con un secondo strallo opzionale per una tormentina.

Credits Gianluca Napthalina Camporesi

Tutte le manovre sono rinviate a poppa, liberando il pozzetto centrale con una separazione tra aree operative e spazi conviviali. Le wing islands laterali alle timonerie, disegnate da Nauta, offrono sedute ergonomiche pensate per le lunghe navigazioni e garantiscono una visibilità ottimale sia sulle vele di prua che sulla randa, contribuendo a un controllo costante anche in condizioni impegnative. L’impianto oleodinamico gestisce tutte le manovre di coperta. Winch, sistemi dell’albero, chiglia telescopica e
regolazioni del piano velico sono alimentati da un unico circuito centralizzato, eliminando le utenze elettriche dedicate.

GrandSoleil, stile inconfondibile

La tuga rialzata del Grand Soleil Plus 80 Long Cruise rimane fedele allo stile inconfondibile dei suoi predecessori, il GS Plus 65 LC e il GS Plus 72 LC. La configurazione “raised saloon” garantisce un migliore ingresso sottocoperta della luce naturale grazie alla finestratura che consente una vista a 270 gradi e, soprattutto, una maggiore altezza interna.

Credits Gianluca Napthalina Camporesi

Ottanta piedi rappresentano la misura più impegnativa da progettare”, spiega Massimo Gino CEO e Co-Founder di Nauta.Abbiamo curato con estrema attenzione l’ottimizzazione dellealtezze del bordo libero, degli spazi interni e delle dimensioni delle cabine, integrando tutte le attrezzature e gli accessori richiesti in ogni area: dalla coperta al gavone delle vele, dalle cabine alla cucina e agli altri ambienti dell’imbarcazione. Uno yacht di 80 piedi deve racchiudere le qualità, le funzioni e le caratteristiche principali che si trovano solitamente su yacht da 95 a 100 piedi”.

Bianca II presenta quattro cabine e due cabine per l’equipaggio è possibile optare anche per un layout con tre cabine ospiti più due per l’equipaggio. In entrambe le versioni, la cabina armatoriale, situata a prua, dispone di un letto walk-around fronte-navigazione e di un bagno privato a proravia. Le cabine ospiti possono essere configurate come spaziose matrimoniali o doppie con letti singoli, trasformabili anche a pullman per aumentare i posti letto, a seconda delle esigenze. Appuntamento al Cannes Yachting Festival per scoprire questo nuovo modello.

Dati di Progetto del GrandSoleil 80 Plus LC

CantiereCantiere del Pardo
ProgettoCantiere del Pardo
Architettura NavaleMatteo Polli
Design & LayoutNauta Design
Lunghezza Fuoritutto (LOA)26,20 m (85.9 ft)
Lunghezza Scafo (LOH)23,99 m (78.7 ft)
Lunghezza al Galleggiamento (LWL)22,00 m (72.18 ft)
Baglio Massimo6,60 m (21.7 ft)
Pescaggio Standard3,95 m (12.96 ft)
Dislocamento (a vuoto)42,5 t (93.700 lbs)
Superficie Velica400 m² (4.306 ft²)
Motore AusiliarioYANMAR 4LV250 TM170 — 250 HP @ 3.800 rpm
Serbatoio Carburante2.000 l (528 US gal)
Serbatoio Acqua1.300 l (343 US gal)
Layout Interno4 cabine + 3 membri equipaggio
Credits Gianluca Napthalina Camporesi